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10 maggio 2006

Lettera pubblicata su Il Piccolo e Il Messaggero

Turismo e devastazione

di Georgina Ortiz

Gentile redazione,
      Ho avuto insieme al vostro giornale l'inserto regione/guida, "Dove va il FVG", con l'intervento di Illy dal titolo "Turismo: una regione di gente unica" .
Ora, non ci si può non chiedersi se la persona che scrive (Il presidente della Regione Illy) sia la stessa che auspica che il nostro meraviglioso Carso, e non solo, venga trasformato in un gigantesco cantiere  con la costruzione delle gallerie per l'Alta Velocità del Corridoio 5; e la bassa friulana, insieme all'Isontino, diventino degli enormi cantieri sempre per lo stesso motivo: un corridoio di passaggio delle merci, senza fermate intermedie tra Mestre e Trieste. Mi sembrerebbe inutile insistere con il dire che queste merci poi dovranno a loro volta essere trasportate da e per Mestre o Trieste sempre con i soliti mezzi di trasporto su gomma e che quindi non regge la favoletta de: "lo facciamo per togliere i camion dalle strade".
     Sempre a proposito del Turismo nella nostra bellissima Regione, dove i turisti possono sicuramente trovare luoghi incantevoli, e pieni di cultura e storia, oltre alla deliziosa cucina locale: non si capisce perchè un posto così debba diventare un corridoio di transito; quando quello che si vuoleè dare al turista l'opportunità di fermarsi e di godersi il paesaggio, quel
paesaggio che non si riesce a vedere dai finestrini di un treno che corre a 300 km/h. E' solo con la lentezza che si possono conoscere posti belli come sono i nostri agriturismi immersi nella campagna verdeggiante.
     Ma non basta, oltre alla devastazione della campagna e del Carso con cantieri decennali, si vogliono concedere a due compagnie spagnole l'uso del nostro bellissimo -e unico al mondo- Golfo di Trieste per l'insediamento di due, dico due!!! rigassificatori, quando già dieci anni fa a Monfalconeè stato rifiutato un impianto del genere con un referendum vinto con una larghissima maggioranza. E anche se non è stato loro concesso di votare, di questo fronte del no facevano parte tutte le popolazioni che abitano lungo la costa. Essendo la prima motivazione il pericolo che costituisce uno solo di questi rigassificatori, la seconda motivazione principale è
stata quella di non volere distruggere un paesaggio che è incomparabile -e che tutti ci invidiano- con un impianto che avrebbe significato un punto di non ritorno per il nostro Golfo; che si sarebbe così avviato ad un destino irreversibile di Polo energetico con le conseguenze immaginabili.
     Non solo, si vorrebbe costruire uno di questi impianti "off shore" al largo di Grado -uno dei principali poli turistici del Friuli Venezia Giulia- e quindi visibile da ogni punto della costa. Anche dai bellissimi castelli di Duino e Miramare con il suo favoloso parco botanico (che probabilmente si giova dal microclima creato dal mare che mantiene il calore). Per non parlare
delle tonnellate di acqua gelata clorata che si riverseranno in mare durante i circa trent'anni di vita del suddetto impianto.
Allora a questo punto vorrei qualcuno mi spiegasse come si fa a conciliare tutto questo con "quello che è giustamente considerato, per le sue dimensioni planetarie e per il fatturato che genera, il primo settore economico del mondo: il turismo" (Illy).
A nome della nostra comunità gradirei una risposta.

Distinti saluti.

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