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Konrad n. 112, Dicembre 2005

FVG: "piattaforma logistica"?

di Dario Predonzan

In Val di Susa almeno ottantamila persone hanno manifestato pacificamente (smentendo i tanti interessati profeti di sciagure) contro il progetto della linea ad alta velocità Torino-Lione, che finirebbe di devastare una valle già pesantemente sacrificata da strade e autostrade.

Nel dibattito sulle grandi infrastrutture, confuso come al solito in Italia, ravvivatosi intorno a questo evento, sono emersi tra l´altro alcuni dati degni di riflessione. Per esempio: la nuova linea dirotterebbe dalla strada alla ferrovia solo l´1 % (uno per cento!) scarso in più di traffico merci rispetto ad oggi. Anche perchè l´alta velocità è fatta per i passeggeri, non per le merci, che non viaggeranno mai su treni da 300 km/h .

In compenso, la Torino-Lione costerebbe almeno 13 miliardi di Euro (metà della finanziaria 2006...), per tre quarti a carico dell´Italia perché i francesi hanno pensato bene di scaricare sui "cugini" la gran parte dell´onere, anche se il tracciato interessa per lo più territorio francese.

D´altronde, da tempo gli economisti più autorevoli richiamano l´attenzione sui costi spropositati delle grandi opere italiane, assolutamente non giustificati dai (presunti) benefici. Uno studio del Politecnico e dell´Università Cattolica di Milano rilevava, già nel 2003, che quasi nessuna delle grandi opere - autostrade, ferrovie ad alta velocità, ponte di Messina, ecc. - previste nella "Legge Obiettivo" regge a una seria analisi costi-benefici (obbligatoria per legge, ma spesso "dimenticata" dai proponenti), anche senza mettere in conto le devastazioni ambientali non monetizzabili.

Piccolo episodio istruttivo (ANSA del 15 novembre), citato di sfuggita sui media italiani: in Spagna è stata inaugurata di recente la tratta ad alta velocità (solo passeggeri, comunque, come in Francia) Madrid - Toledo, costata a consuntivo 215 milioni di Euro per 74 km . Fanno circa tre milioni a km. Com´è che in Italia i costi (a preventivo, soggetti quindi a revisioni non certo in diminuzione) sono dieci volte maggiori?

Da noi continua invece, come se nulla fosse, il battage propagandistico a favore del Corridoio 5 (che poi è lo stesso della Val di Susa, dovendo collegare Barcellona con Kiev attraverso le Alpi e la pianura padano-veneta). Si finge di ignorare che il progetto della linea Ronchi-Trieste (costo previsto 2,2 miliardi di Euro, secondo i dati più recenti, per 34 km di cui 28 in galleria) è stato bocciato dal ministro dei beni culturali per il devastante impatto sul sottosuolo carsico. Per analoghe ragioni, negativo è anche il giudizio della Commissione VIA del ministero dell´ambiente.

Particolarmente impegnati nell´opera promozionale, il presidente della Regione Illy e l´assessore alla pianificazione territoriale e infrastrutture (più esatto dire infrastrutture e forse pianificazione...) Sonego. Che da un lato esterna sulla stampa fantasticando sui pochi minuti che ad opera conclusa, nel 2015 (!!??) occorreranno per raggiungere l´aeroporto di Venezia da Udine o quello di Ronchi da Trieste. Dall´altro continua a ripetere che la nuova ferrovia è indispensabile per sottrarre traffico merci alle autostrade e ridurre l´inquinamento.

Peccato che i dati degli studi trasportistici allegati al progetto della linea Ronchi-Trieste riportino cifre analoghe a quelle citate sopra per la Torino-Lione. Peccato pure che Illy e Sonego facciano di tutto per accelerare l´iter dei progetti di ogni possibile strada, superstrada e autostrada: dalla Sequals-Gemona alla terza corsia sulla "A 4", dalla Villesse-Gorizia alla nuova autostrada tra Carnia e Cadore (2,2 miliardi di Euro per 85 km , in gran parte nell´alta valle del Tagliamento), ecc.

Nessuna menzione, naturalmente, sulle possibili e più ragionevoli alternative, che anche da noi come in Val di Susa consistono nell´ammodernamento e potenziamento delle linee esistenti, che possiedono ancora notevoli margini di capacità inutilizzata.

C´è di più: quando questo articolo sarà stampato, il Consiglio regionale avrà probabilmente votato la leggina proposta da Sonego, per il "piano territoriale regionale". Un provvedimento che trasformerà il Friuli Venezia Giulia in un´unica grande "piattaforma logistica", dove la corretta gestione (che significa in primo luogo tutela) del territorio sarà subordinata alle presunte esigenze della crescita economica e alla presunta necessità di costruire ogni sorta di nuove infrastrutture, ferrovia ad alta velocità ma anche strade, autostrade, eccetera eccetera.

 Dario Predonzan

Maggiori informazioni e documenti sull'argomento, si trovano nel sito del WWF Friuli Venezia Giulia www.wwf.it/friuliveneziagiulia sezione "documenti" e nel sito www.lavoceinfo.it sezione "infrastrutture"

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