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5 gennaio 2006

COMUNICATO STAMPA

Presa di posizione del Comitato Contro il Corridoio Cinque rispetto agli ultimi sviluppi dell'AV/AC del Corridoio Cinque nel Friuli Venezia Giulia

del CCC5

Riccardo Illy su "Il Piccolo" del 8.12.2005: " La realizzazione della tratta sotterranea (.) finirà con l'essere meno impattante rispetto all'ipotesi di un nuovo tracciato esterno " (.) " sappiamo bene che nonostante tutto, i colonnelli Buttiglione non si arrenderanno ".

Il Colonnello Buttiglione appare dopo pochi giorni - il 29.12 - e assume le sembianze dell'Assessore dei D.S. Lodovico Sonego, che dichiara all'Ansa: " La Giunta regionale ritiene che sia di gran lunga preferibile (.) una completa ripubblicazione del progetto preliminare ". E ancora: " La giunta regionale ha purtroppo appurato che quel progetto non è emendabile e che pertanto bisogna rifare tutto ripartendo dalla pubblicazione di un nuovo progetto" . Il Comitato Contro il Corridoio 5 lo ripeteva da 3 anni, insieme a WWF ed Italia Nostra, che per questo sono stati definiti dal Presidente Illy "pseudo-ambientalisti". Ora che hanno preso finalmente atto che il progetto presentato era sbagliato rimane da capire chi risponderà - tecnicamente e politicamente - dei soldi pubblici spesi per lo studio di fattibilità prima e per il progetto preliminare poi.

L'improvvisa marcia indietro assume la forma dell'" atto di indirizzo della Giunta ". Noi del CCC5 siamo ben lontani da ogni palazzo e possiamo solo intuire che si tratta di una questione politica e non certo tecnica, dato che il progetto preliminare è noto da anni e nessuna novità tecnica è intervenuta negli ultimi tempi. Se la smentita delle posizioni tenute fino a 20 giorni prima dal Presidente Illy è un atto politicamente importante, appare invece pressoché irrilevante ai fini dell'iter del progetto. Nei momenti in cui è stata chiamata ad esprimersi, la Regione FVG ha sempre espresso parere favorevole al progetto preliminare di Italferr e il ripensamento - che conferma la fondatezza delle nostre obiezioni - arriva decisamente fuori tempo massimo.

La Legge 443/2001 (cosiddetta Legge Obiettivo) prevede che il progetto preliminare sia trasmesso alla Regione competente per territorio perché esprima il " consenso, ai fini dell'intesa sulla localizzazione, dei Presidenti delle regioni (.), che si pronunciano sentiti i Comuni nel cui territorio si realizza l'opera ". Visto che 8 Comuni si sono dichiarati contrari e 3 non hanno risposto nei termini, in data 03.12.2003 " la Giunta regionale, a maggioranza, delibera di esprimere parere complessivamente favorevole, salve le determinazioni che saranno assunte nell'ambito della procedura di VIA ".

La procedura di Valutazione d'Impatto Ambientale (D.Leg.190/02) ha avuto un esito simile: i Comuni contrari salgono a 9 (con il parere negativo anche se non del tutto conforme di Sgonico), mentre Duino-Aurisina fa delle osservazioni e Trieste è l'unico Comune favorevole con (pesanti) osservazioni. Perciò, in data 8 settembre 2004, " la Giunta regionale, all'unanimità (.) esprime parere favorevole sulla compatibilità ambientale della fase prioritaria del progetto preliminare (.) con le prescrizioni, di seguito riportate, finalizzate a limitare l'impatto ambientale dell'iniziativa proposta " e seguono 3 pagine fitte fitte di precetti, che comprendono anche il famoso accordo Regione-Sindaci.

L'accordo Regione-Sindaci del 9.9.2004 modifica il by-pass per Gorizia (la cosiddetta "Goccia") e devia il tracciato principale nel solo tratto carsico della Provincia di Gorizia, con un nuovo percorso (non sostenuto da adeguati studi) che si basa sulla sindrome di Nimby: allontana il Corridoio da alcuni paesi (Jamiano, S.Pier e solo in parte da Turriaco), ma aggrava la situazione di altri (Ronchi, in particolare la frazione di Soleschiano e Monfalcone) e - a parte la Valle di Jamiano - non risolve pressoché nulla per chi abita lungo la linea principale (si pensi a Pieris, frazione di S.Canzian). Riduce in minima parte l'impatto sociale ma non quello ambientale (prevede nuovi ingenti scavi nella pianura isontina e nel Carso monfalconese, in aree ricche di grotte e con un'idrografia sotterranea molto complessa). Nello stesso accordo le parti danno il via libera al Polo Intermodale di Ronchi (punto 5), che avrebbe pesanti impatti anche su paesi vicini (ad es. Vegliano, frazione di San Canzian) ed alla liberalizzazione dell'autostrada A4 fino a Villesse entro l'autunno del 2004 (punto 6). Con questo accordo si è tentato di addormentare la protesta accontentando alcuni Sindaci e molti ci sono cascati, pensando di aver risolto i propri problemi. WWF e Italia Nostra - insieme al CCC5 - hanno tenuto il timone dritto, rifiutando ogni ipotesi che sposti il percorso dell'Alta Velocità, senza mettere in discussione i fondamenti del progetto.

Se davvero si vuole riportare il progetto al punto zero, è chiaro che anche questo sciagurato accordo Regione-Sindaci deve essere stracciato, così come devono essere dimenticati i lunghissimi tunnel sotto il Carso sostenuti da Illy fino a pochi giorni fa, benché già bocciati dal Ministero dell'Ambiente e dal Ministero dei Beni culturali, oltre che sgraditi alla Slovenia (da sempre contraria all'AV), perché troppo onerosi e perché rendono difficoltoso il collegamento con il Porto di Capodistria.

Il Comitato Contro il Corridoio 5 insiste nel chiedere che si valutino tutte le ipotesi alternative all'Alta Velocità, basate sul recupero e l'ottimizzazione delle linee esistenti. Dunque non festeggia, ma al contrario continua a promuovere nuove iniziative di informazione e coinvolgimento della popolazione, come fa già da tre anni: un'attività importante dato che né il proponente né la Regione hanno mai proposto alcuna iniziativa d'informazione pubblica.

IL COMITATO CONTRO IL CORRIDOIO 5

www.ccc5.altervista.org

e-mail: ccc5@email.it

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