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16 maggio 2006

Partecipazione delle comunità locali alla progettazione: Agenda 21 ed esperti nominati dai comuni

del CCC5

Il nuovo governo di centro-sinistra - rispetto al precedente - si propone di coinvolgere le comunità locali sulla valutazione dei progetti dell'Alta Velocità, ma questa novità - di per sé positiva - può nascondere molte insidie. Nella nostra esperienza finora abbiamo riscontrato due forme di "falsa partecipazione".

  1. L'incarico a un tecnico della Regione ed un tecnico dei Comuni per "studiare le alternative". Nel caso della tratta Ronchi-Trieste questo metodo ha portato a risultati disastrosi, cioè ad un piccolo spostamento del tracciato nella sola Provincia di Gorizia, rappresentato da una riga sulla carta non sostenuta da alcun dato oggettivo, che allontanava il percorso da due paesini per spostarlo in altri Comuni limitrofi con Sindaci più accondiscendenti. In generale possiamo dire che l'impatto ambientale è peggiorato rispetto al progetto iniziale.
Non siamo contrari al fatto che dei tecnici studino soluzioni alternative, ma devono poter proporre reali ipotesi alternative alla TAV, come il recupero delle linee esistenti proposto da autorevoli personalità scientifiche (Cancelli, Ponti, Bettini, Vittadini, Venosi e tanti altri). Se non hanno questa possibilità diventa una trappola per giustificare scelte già fatte altrove, com'è avvenuto nel caso di Monfalcone. E' ovvio che i tecnici che a Monfalcone si sono prestati a questo gioco, Mario Zambrini della Società AmbienteItalia di Milano, non possono essere riproposti nella Bassa friulana.
  1. L'Agenda 21, che è uno strumento per favorire la partecipazione di tutti i soggetti interessati e della generalità dei cittadini alle scelte delle pubbliche amministrazioni. In Regione è stato costituito un ufficio apposito (dirigente tale dott.Cavallini, assunto ad hoc) e la prima applicazione di Agenda 21 regionale ha riguardato la costruzione del nuovo Piano Territoriale Regionale. Si è trattato di un'esperienza penosa, con la partecipazione ridotta ad un sondaggio on line con risposte pre-impostate, l'accesso ai forum limitata ai soggetti invitati dalla stessa Regione (in gran parte categorie economiche). Non è affatto chiaro quale peso avrà il sondaggio ed il lavoro dei forum nella successiva formazione del PTR, ma pare che avrà solo la funzione di orientamento della Giunta regionale, che non è obbligata a recepirlo. La partecipazione è importante ma ha senso solo se c'è davvero la possibilità di influire concretamente sulle scelte delle amministrazioni pubbliche. Se si riduce ad un sondaggio d'opinione, senza la possibilità di indirizzare dal basso la politica degli enti locali, allora diventa una farsa alla quale non è il caso di partecipare
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