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Il Piccolo, 28 maggio 2006

AGENDA MONFALCONE

Ecco perché è inutile Corridoio 5

di Erasmo Venosi

Le proposte di coordinamento regionale, gli appelli reiterati a favore della realizzazione del corridoio 5, rappresentano la pericolosa  trasformazione della regolamentazione in contrattualismo. I corridoi multi.modali  europei  intesi  come strumenti d'integrazione finalizzati all'aumento del grado di coesione e di recupero degli svantaggi competitivi territoriali tra Paesi comunitari, registrano una diversità di sostegno che è direttamente proporzionale al  «volume di fuoco» attivato dai gruppi interessati alla realizzazione dei diversi corridoi. La prova è rappresentata alla diversa intensità di sostegno e di finanziamenti che esiste tra corridoio uno Berlino-Palermo, attraverso il quale transita il 70% dell'export merci, rispetto al corridoio 5 che registra percentuali di scambi da prefisso telefonico sulla direttrice est/ovest. Questo corridoio nasce dall'accordo multilaterale (la famosa quadrangolare che oggi si chiama Iniziativa CentroEuropea e raccoglie 17 Stati) del 3 marzo 1989, tra Austria, Ungheria, Slovenia e Italia, e dove il ministro degli Esteri propose una direttrice.-est-ovest di penetrazione dell'Italia all'interno dei paesi dell'Est, e fu coniato anche un  termine fantasmagorico: alternativa al corridoio carolingio. Il collegamento dalla penisola iberica all'Ucraina fu poi ratificato, nella Conferenza Pan Europea di Corfù e nella Conferenza di Helsinki del 1999. Addirittura oggi qualcuno ipotizza, di connetterlo alla transiberiana per arri vare sino a Kiev. I soli costi industriali del corridoio V (quota italiana Frejus sommata alla Venaus-Trieste) ammontano a circa 40 miliardi d'euro tra linee, a cui vanno aggiunti almeno altri tre miliardi d'euro. Va evidenziato che i costi tranne che per laTo-Mi, sono costi dei progetti preliminari e che quasi certamente s'incrementeranno rispetto ai progetti esecutivi di almeno il 40%. Inestimabile a mio parere è il costo d'attraversamento in struttura carsica, tra Ronchi e Trieste.
Dal punto di vista delle caratteristiche ferroviarie la situazione si presenta in questo modo: dalla Spagna all'Ucraina le merci su, una relazione che si vuole velocissima, dovranno fare tre cambi di carrelli. Questo è il Corridoio 5. La finanziabilità dell'opera, ma non solo del Corridoio 5, appare disperata e irresponsabili i sostegni politici trasversali, figli di una vecchia cultura che nella migliore delle ipotesi definiremmo di neokeynesismo di Stato.
Noi riteniamo di appartenere all'ambito sociale del non fare le cose inutili e soprattutto di non incrementare la piovra del debito pubblico scaricandolo sul futuro.
Perché mai non si potenzia la linea dedicata alle merci, la Pontremolese e la Mediopadana  che interconnette le portualità  del Tirreno e dell'Adriatico e . da Venezia con l'utilizzo della nuovisssima e sottoutilizzata Pontebbana si raggiungerebbe Vienna e poi di qui l'Est europeo? E dov'è il guadagno per il Friuli del solo traffico di attraversamento?
Forse che il pedaggio corrisposto è superiore ai costi ambientali e sociali causati? E infine:
ma è proprio razionale un sistema dei trasporti che consente  di importare bottiglie di vino australiano trasportato fino in Piemonte o acqua San Pellegrino trasportata fino a Sydney, bruciando a ogni viaggio una bottiglia di petrolio.
E se il prezzo di vendita coprisse anche i costi dei danni ambientali generati, quel vino e quell'acqua costerebbero il doppio, i1 triplo, il quadruplo.
Ma perché per difendere la, nostra industria manifatturiera non facciamo una comune battaglia sulla verità dei costi di produzioni .nella consapevolezza  che solo questa potrà salvare il nostro lavoro.

Erasmo Venosi
coordinatore Comitato scientifico sindaci Veneto e componente consiglio nazionale dei Verdi

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