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Messaggero Veneto, 25 novembre 2006

Alta velocità, quali vantaggi?

di Luigino Battistello

È di questi giorni la notizia che Confindustria si preoccupa affinché sia realizzato il Corridoio 5, che vuol dire Alta velocità ferroviaria.
In verità l'abbinamento tra Corridoio 5 e Alta velocità è un'invenzione italiana: il Corridoio 5 è un collegamento tra Lisbona e Kiev che attraversa la pianura Padana. E in tale pianura esiste già questo tracciato ferroviario: basterebbe sistemarlo un po' con qualche miglioria e manutenzione.
Invece i nostri imprenditori, spalleggiati dai nostri politici, prendono la palla al balzo e dicono che serve l'alta velocità .
Loro pensano alle merci, dicono, ma le merci non hanno bisogno di andare a 300 o 200 chilometri orari: alle merci basta viaggiare senza stare ferme per giorni in qualche scalo; bastano locomotori, vagoni e binari efficienti.
Per quel che riguarda le persone, gli stessi industriali, collegandosi per videoconferenza, hanno dimostrato che nel futuro gli spostamenti veloci per lavoro non serviranno più: per fare una riunione basterà sedersi davanti a un terminale; per operare una persona si potrà stare a migliaia di chilometri di distanza e comunicare attraverso Internet (è già stato fatto).
Gli industriali comunque tutelano i loro interessi ed è normale e giusto che lo facciano: è un loro interesse spostare le aziende in nazioni dove il costo del lavoro è inferiore che in Italia; è un loro interesse procurare lavoro alle grandi imprese di costruzione che aderiscono a Confindustria.
In base a questi ragionamenti, però, non capisco quale sia il vantaggio per i normali cittadini, a parte quelli che lavorano nelle imprese di costruzione. Si è vista l'enorme quantità di denaro pubblico che costa l'alta velocità (32 milioni di euro il chilometro) e questo significa maggiori tasse e minori servizi pubblici per tutti.
Quindi queste grandi opere portano vantaggi a pochi e svantaggi a tutti. Portano svantaggi anche a chi non abita nelle immediate vicinanze.
I rappresentanti dei normali cittadini nelle istituzioni dovrebbero pensare a questo, se vogliono tutelare gli interessi di chi dicono di rappresentare.
Invece, destra e sinistra sono in gran parte allineati con le esigenze degli industriali. Alle prossime elezioni si faranno votare da loro.

Luigino Battistello Palmanova

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