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18 dicembre 2006
Bassa confusa, ambiente a rischiodi Angela Sepulcri Con riferimento all’articolo apparso sul Messaggero Veneto lunedì 27
novembre scritto da Enrico Passaro dal titolo "C’è molta confusione sotto il
cielo della Bassa", desidero fare alcune considerazioni.
Il punto di accordo con quanto Passaro scrive consiste nel fatto che ci sia appunto molta confusione sotto il cielo della Bassa friulana. Le recenti votazioni dei diversi consigli comunali sui protocolli politici in tema Tav dimostrano solo la sensibilità degli amministratori locali, come pure quella della gente, che vorrebbe essere informata prima di subire le decisioni di chi ci rappresenta in più alta sede. Il fronte che ritiene le infrastrutture indispensabili per fare del territorio un nodo della più ampia rete europea di sviluppo non rivela però che questo si realizzerà a scapito dell’ambiente, senza salvaguardare gli interessi dei cittadini. C’è poi un secondo fronte, indicato da Passaro, che vorrebbe trasformare la Bassa in un parco divertimenti in cui lavorare in letizia la terra, ma il quadro di riferimento per tale ipotesi è oggi alterato. I pochi contadini rimasti sanno bene che lavorare la terra non è una letizia e sanno anche che il loro lavoro permette di importare un po’ meno frutta, verdura o cereali, come invece vorrebbe il primo fronte per far viaggiare tale mercé lungo il Corridoio che ci attraverserà. L’area grigia che non ha ancora preso posizione, come la chiama Passaro, o non è stata informata o non vuoi credere che se il progetto Tav/Tac dovesse andare in porto il futuro sarà di convivenza con 15 anni di cantiere aperto e un progressivo indebitamento. In cambio ci darà forse un po’ di occupazione temporanea per l’area grigia stessa. Le infrastrutture possono essere migliorate potenziando quelle attuali senza devastare l’ambiente. Persino nel programma del governo in carica si legge (pagina 137 del programma dell’Unione) che è necessaria l’individuazione delle priorità infrastrutturali che devono avvenire alla luce della valutazione ambientale strategica (Vas) e dell’esame del rapporto costi/benefici, proponendo pure di modificare profondamente la "legge obiettivo". Non si vuole la secessione della Bassa friulana dal mondo dello sviluppo moderno, ma semplicemente un’analisi obiettiva sulla fattibilità di quest’opera con costi e benefici inclusi. Angela Sepulcri Comitato No Tav Bagnaria Arsa |
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