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"Il Manifesto", 17 febbraio 2006
In Friuli la Tav passa a sinistra
di
MATTEO MODER
Non solo val di Susa. A Monfalcone è attivo il
comitato contro il Corridoio 5, l'altro versante
dell'alta velocità ferroviaria. Quella che andrà
da Torino a Trieste. La soluzione alternativa?
Come per la Torino-Lione è quella di
modernizzare le linee esistenti. Ma il progetto «Illy-Berlusconi» divide anche la sinistra
radicale. Qualche argomento contro il partito-virus del debito pubblico occulto
Il Comitato contro il Corridoio 5 (Ccc5), nato a
Monfalcone due anni e mezzo fa e sostenuto in
questa sua lotta dal Wwf regionale, ha espresso
la propria solidarietà alla popolazione della
Val di Susa che, con in testa i propri sindaci,
resistono civilmente alla costruzione della
linea ferroviaria ad Alta velocità. Il Corridoio
5 rientra tra le priorità dei governi italiani
dal 1994, quando il Consiglio europeo sancì la
necessità di realizzare infrastrutture per il
trasporto di merci e persone lungo la direttrice
Barcellona, Lione, Torino, Trieste (in seguito
estesa a Lubiana, Budapest, Uzgorod, Kiev). Nel
2001 il governo Berlusconi inserì il Corridoio 5
tra le grandi opere, grazie alla legge «Obiettivo». La tratta italiana definita nel
decreto del 2002 prevede il potenziamento della
tratta autostradale da Torino a Trieste, e la
realizzazione di una nuova linea ferroviaria ad
alta velocità ed alta capacità (Av/Ac) che
inizia in Val di Susa e termina presso la
stazione di Trieste Centrale. «Se in Val di Susa
- spiega Georgina Ortiz, portavoce del Ccc5 - i
sindaci sono sempre stati dalla parte dei
cittadini da loro rappresentati, qui in regione è bastata una vaga promessa di un tracciato
alternativo per il solo Mandamento monfalconese
per zittire la loro voce. Al solo annuncio dello
studio per uno spostamento della linea il
consigliere regionale Gherghetta ha affermato
che non c'era più nulla da rivendicare, nulla
contro cui combattere. Oggi sappiamo - continua
- che questo progetto, del quale i cittadini non
sono mai stati correttamente informati, sposta
soltanto il problema in altri comuni senza
nemmeno affrontare la questione delle gallerie
carsiche, equiparabile agli scavi della Val
Susa. <<E' sbalorditivo come questo voltafaccia
dei sindaci del monfalconese sia coinciso con
l'elezione di Riccardo Illy al governo della
regione, anche se di fatto il problema è rimasto grande come una montagna».
Il Ccc5 si oppone da sempre ad una linea
ferroviaria ad Alta velocità, dal Piemonte a
Trieste, per motivi economici, tecnici,
ambientali e sociali che forse, grazie alla
mobilitazione della popolazione della Val di
Susa, sono riusciti ad emergere dal silenzio che
finora ha avvolto l'intera questione.
«Come sostengono anche i sindaci ed i
rappresentanti delle Comunità montane della Val
di Susa - aggiunge Georgina Ortiz - con costi fino a 20 volte inferiori ed in tempi molto più
brevi è possibile spostare il traffico merci su
ferrovia, ottimizzando le linee esistenti. E
questo vale anche per i nostri territori». In
Friuli Venezia Giulia ci sono importanti tratti
ferroviari a binario unico e privi dei moderni
sistemi di sicurezza (ciò significa che sono
potenzialmente a rischio di incidenti). «Anziché
andare incontro alle necessità dell'utenza
modernizzando queste linee - racconta la
portavoce del Ccc5 - Rete Ferroviaria Italiana
decide di sopprimere linee locali, mentre sui
quotidiani regionali si leggono giornalmente le
lamentele dei pendolari per i ritardi, le
soppressioni di convogli, lo stato di sporcizia
e sovraffollamento delle carrozze. E la Regione
dà una mano a lavoratori e studenti aumentando i
prezzi del trasporto pubblico urbano ed
extra-urbano. Invece di affrontare i problemi
del trasporto pubblico regionale - sottolinea
Ortiz - il governatore Illy non trova di meglio
che chiedere al governo Berlusconi, insieme alla
collega piemontese Bresso, la nomina di un
Commissario per l'intera tratta italiana del
Corridoio 5: nemmeno Lunardi era mai arrivato a
tanto. Invece che coinvolgere le comunità locali - aggiunge - i due presidenti regionali chiedono
al governo centrale di decidere ancor più
verticisticamente, azzerando l'autonomia delle
regioni». La regione Friuli Venezia Giulia,
inoltre, ha approvato una legge regionale in
materia urbanistica, anche grazie al voto
favorevole di Rifondazione comunista, che ha «lo
scopo di preservare la possibilità di realizzare
infrastrutture strategiche ovvero di dotare la
Regione di strumenti che ne facilitino la
realizzazione». Questa norma per il Ccc5
costituisce «una delega in bianco all'asse
Illy-Berlusconi per la costruzione del Corridoio
5, come è stato scritto da Wwf, Italia Nostra,
Istituto Nazionale di Urbanistica, ecc. Ci hanno
deluso in particolare - conclude Ortiz - i
consiglieri regionali della sinistra, che ci
hanno fatto credere di essere dalla nostra parte
e invece non si sono opposti a questa pessima
legge. Nel centro-sinistra l'unico voto
contrario alla legge è stato espresso dalla
consigliera Alessandra Battellino, mentre Verdi
e Comunisti Italiani si sono astenuti. I tre
consiglieri di Rifondazione Comunista - in netto
contrasto con Fausto Bertinotti che si è
dichiarato contrario alla Tav - hanno votato a favore»
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