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16 marzo 2008

A tavolo con Illy

di Massimo Bulli

Nel corso delle campagne elettorali č normale sentirsi promettere di tutto, anche le cose piu' inverosimili, e quella in corso per le Regionali del prossimo aprile, evidentemente non fa eccezione. Il Presidente Illy infatti, a scopo evidentemente propagandistico, ha reso noto che č sua intenzione, se rieletto di aprire un dialgo con il popolo dei NO TAV, di cui io faccio parte, costituendo un tavolo pubblico al quale sostenitori ed oppositori della TAV possano confrontarsi per discutere serenamente ed arrivare a conclusioni comuni. A tale affermazione vorrei rispondere, anche nella veste di suo ex elettore deluso, per renderne evidenti tutte le contraddizioni. Innanzitutto il Presidente Illy dovrebbe spiegare perchč dopo avere governato la Regione per cinque anni, solo oggi sente l'esigenza di aprire questo tavolo. Chi si oppone alla TAV con solidi argomenti, conosce bene i toni sprezzanti che sono stati usati in diverse occasioni per controbatterli da parte del Presidente Illy e del suo entourage. Ho avuto modo personalmente di sperimentarlo dialogando proprio con il Presidente Illy su un forum che era stato aperto anni fa su internet a cura di non ricordo piu' quale quotidiano. Le argomentazioni da lui usate erano retoriche e demagogiche non tecniche, e gli oppositori alla TAV venivano liquidati come una minoranza che si opponeva senza motivo ad un progetto "strategico" ( č il termine preferito dai sostenitori della TAV anche se non significa nulla perchč non hanno mai spiegato quale sia la strategia sottostante) mentre la maggioranza silenziosa era sicuramente pro TAV. Per inciso, quello di considerare sistematicamente consenziente a proprio favore chi non esprime in modo attivo un dissenso č l'ultima moda della politica, lanciata se non ricordo male dal Governo Berlusconi, peccato che non tenga conto del fatto fondamentale che chi non protesta, molte volte non lo fa soltanto perchč non č stato adeguatamente e correttamente informato in merito alle questioni. La disinformazione sulla TAV č vastissima, e non credo che questo sia un caso. Comunque sia, se il Presidente Illy in campagna elettorale sente il bisogno di strizzare un occhio al popolo NO TAV, evidentemente questa minoranza tanto minoranza non č, e forse ha capito che bisogna tenerne conto. Vi sarebbe poi da capire chi dovrebbe essere il garante della imparzialitā a questo tavolo, e della corretta diffusione delle informazioni. Vi č infatti il rischio concreto che questo strumento, semmai venisse veramente istituito, finisca per usato in modo strumentale per pilotare il consenso. Infine, cosa forse piu' importante di tutte: a che scopo parlare di un tavolo di confronto se poi comunque il Presidente ILLy ha deciso che vuole fare la TAV? Se giā parla di date e di scadenze? Ad un libero tavolo di confronto si deve poter andare con la piu' ampia gamma di scelte possibili, e contemplando la possibilitā di poter essere convinti dalle regioni del popolo NO TAV , che sono molte, validissime e non solo di carattere ambiantalistico. Altrimenti che tavolo di confronto sarebbe, il tavolo a cui indottrinare e convincere il popolo NO Tav ad andare a casa e lasciare strada libera alla politica degli affari? No signor Presidente. Non siamo nati ieri. Se si vuole veramente il dialogo con il popolo No TAV ci vogliono argomenti veri e molto piu' solidi, impegni scritti, la cessazione della campagna di accordi imposti dall'alto, l'ultimo dei quali il 4 febbraio che va stracciato. Ci vuole vera informazione e vero dialogo con la popolazione, che va ascoltata e non blandita, che va coinvolta . Esaminiamo veramente la possibilitā di ristrutturare l'esistente, intervenendo sulla logistica, invece di affidare lo sviluppo della regione ad una avventura costosissima, dall'esito probabilmente fallimentare e che comunque produrrebbe risultati non prima di quindici o vent'anni, tempi che in campo economico sono inaccettabili. Altrimenti, il suo tavolo se lo tenga pure. E se lo faccia apparecchiare per la cena.
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