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8 maggio 2007 La frattura fra Politica e Territoriodi Massimo Bulli La vasta eco delle proteste dei comitati ambientalisti che si stanno organizzando per il G8 di Trieste dei prossimi giorni, rimbalzata copiosamente sulla stampa locale, assieme ai toni forti delle critiche alle politiche di sviluppo della Regione emerse durante alcune manifestazioni per il primo maggio, evidenziano in modo lampante la vastità del dissenso che esiste in Regione contro la realizzazione di alcune opere infrastrutturali di enorme impatto sul territorio ma di dubbia utilità per la popolazione, quali i rigassificatori in progetto nel Golfo di Trieste, la TAV ed il cementificio di Torviscosa . Credo che le sbrigative affermazioni del Presidente della Regione Illy, in piu' occasioni riportate dalla stampa in merito al fatto che la protesta contro le "Grandi Opere"sarebbe opera soltanto di una ristretta minoranza rumorosa, che contrasterebbe con una presunta maggioranza silenziosa favorevole a tali realizzazioni, siano state eccessivamente affrettate. Ugualmente tutte da verificare sono le affermazioni del Governo della Regione in ordine al fatto che nel Friuli Venezia Giulia, sulla TAV non vi saranno i contrasti avvenuti in Val di Susa perchè qui vi sarebbe un accordo con le popolazioni, accordo del quale sarebbe pero' curioso conoscere almeno i termini , dal momento che nemmeno ai Sindaci dei Comuni che saranno attraversati dalla TAV è stato dato di conoscere nel dettaglio i particolari del progetto. Questa situazione, insomma, ha evidenziato la profonda frattura che esiste in questa Regione tra Politica e Territorio. Frattura che da parte della Amministrazione Regionale si è cercato di negare, con le affermazioni ad effetto di cui sopra , e che ora qualcuno sulla stampa locale ha cercato di ricondurre blandamente ad un mero errore di strategia della Politica regionale, che non avrebbe saputo coinvolgere nel modo opportuno i Cittadini, e che quindi ha prodotto incomprensioni superabili, dovute unicamente al fatto che non vi è stata sufficiente comunicazione. Una teoria che vorrebbe fare passare il messaggio che queste opere sarebbero comunque indispensabili, e che l'unico peccato della politica sarebbe stato quello di non avere tenuto nella sufficiente considerazione il diritto dei Cittadini ad essere coinvolti ed informati. Il messaggio, apparentemente rassicurante, è a mio avviso subdolo, perchè insinua di fatto che le persone che fanno parte dei 22 Comitati coinvolti nella protesta, non siano altro in fondo che degli ignoranti che protestano perchè non sono stati coinvolti a sufficienza nelle decisioni. In realtà, le persone che compongono i Comitati, e che spendono le priprie energie per difendere il nostro Territorio da queste brutali ed inutili violazioni, sono le persone che maggiormente si sono informate di pregi e difetti i queste opere, che conoscono le verità che vengono nascoste alla maggioranza dei Cittadini su costi, rischi, effettivi vantaggi e svantaggi. Del resto, basta confrontare i contenuti degli incontri formativi tenuti da questi Comitati con il nulla contenuto nei proclami diffusi a sostegno delle opere stesse. Sicuramente la frattura che esiste tra politiche regionali ed effettivi bisogni del territorio nasce da una concezione sbagliata della politica, ormai non piu' al servizio del territorio ma solo di se stessa. Puo' darsi che scontiamo il nostro errore di avere consentito l'accesso ai piu' alti gradi della politica a persone "prestate" dalla imprenditoria, che hanno difficoltà a mediare tra i vari interessi, ambientalisti, sociali, di sviluppo sostenibile che insistono sul territorio per orientarsi verso una visione utilitaristica del territorio, tipica degli imprenditori che proprio per questo dovrebbero limitarsi al proprio mestiere, ed essere limitati dai politici, ovviamente nella accezione piu' pura della politica, che dovrebbe appunto essere l'arte della mediazione. Vi sono troppi interessi intorno a queste opere, che non tengono conto delle reali esigenze del nostro territorio, il quale sembra essere divenuto merce di scambio per diverse realtà politiche ed imprenditoriali ad esso tutto sommato estranee. E' indispensabile essere coesi per opporsi a queste logiche, e pretendere dai nostri politici che facciano gli effettivi interessi del nostro territorio, che non ha bisogno di TAV ma di linee ferroviarie che funzionino, che non vuole i rigassificatori perchè crede nello sviluppo del golfo e vuole verità onestà e chiarezza. |
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