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7 aprile 2007 Corridoio 5del WWF FVG Solo marginalissime modifiche nel “nuovo” tracciato proposto dalla Regione ai sindaci del monfalconese“Marginalissime e irrilevanti”, secondo il WWF, le modifiche al tracciato della linea ferroviaria ad alta velocità, proposte dalla Regione ai sindaci del mandamento monfalconese. L’associazione ambientalista ha messo a confronto il “nuovo” elaborato presentato dall’assessore Sonego con le altre ipotesi finora formulate, e ha constatato che esso ricalca in sostanza, con minime varianti, la cosiddetta “racchetta”, già proposta nel settembre 2004 e compresa nell’accordo firmato – avventatamente, secondo il WWF – dai sindaci del mandamento, sulla base di un’ipotesi tecnica elaborata dall’esperto di fiducia dei Comuni, dott. Zambrini, e da quello della Regione, prof. Santorini (accordo rimasto sostanzialmente privo di effetti concreti, al di là dell’uso propagandistico fattone dalla Regione). Come nell’ipotesi del 2004, si tratta di un raccordo in galleria tra la nuova linea ad alta velocità e la linea esistente verso Gorizia e Udine, raccordo che attraverserebbe in sotterraneo il sedime dell’aeroporto di Ronchi dei Legionari e – sempre in galleria – anche l’estremità settentrionale dell’abitato di Ronchi, per poi congiungersi alla linea esistente all’altezza della stazione di Fogliano-Redipuglia. “Rimangono perciò invariate – osserva Vinicio Collavino, commissario del WWF regionale – le criticità già rilevate nel 2004 sull’ipotesi contenuta nell’accordo Sonego-sindaci: interferenza certa con le falde acquifere sotterranee, aumento cospicuo (rispetto ai volumi enormi già previsti nel progetto originario di RFI) dei quantitativi di materiale da scavare e da smaltire, incremento esponenziale dei costi di costruzione, nessuna sostanziale riduzione dell’impatto ambientale rispetto al progetto originario di RFI.” Accanto a ciò, il WWF ricorda i problemi di fondo irrisolti dell’intera operazione TAV in Italia e nel Nordest in particolare. Tra questi, i costi spropositati delle opere previste (6,2 miliardi di Euro per la tratta Venezia-Trieste, quasi tutti “da reperire” secondo il documento sulle “priorità strategiche” redatto dal ministro Di Pietro nel novembre 2006), i quali fanno sì che le infrastrutture ad alta velocità costino in Italia circa 4 volte di più rispetto al resto d’Europa. “Senza dimenticare il fatto – aggiunge Collavino – che il progetto preliminare della tratta Ronchi sud-Trieste è stato bocciato già nel 2005 sia dal ministro per i beni culturali, sia dalla Commissione speciale VIA del ministero dell’ambiente. A seguito di ciò la Regione ne ha annunciato il ritiro e la revisione, ma un nuovo progetto non è mai stato ripresentato. Le ragioni della bocciatura sono sostanziali e nulla hanno a che fare con le modeste modifiche di tracciato proposte da Sonego.” Il WWF sottolinea poi i “due pesi e due misure” adottati dalla Regione nel rapportarsi con le comunità locali: nel monfalconese, sbrigativi accordi di vertice solo con i sindaci, senza alcun dibattito allargato ai Consigli comunali; nella bassa friulana, invece, mesi di discussioni nei Consigli comunali e di trattative per l’istituzione di un “tavolo tecnico” nel quale, grazie alla tenacia di alcuni sindaci, sarà probabilmente possibile discutere tutti gli aspetti del progetto – non soltanto, cioè, modestissime e ininfluenti modifiche del tracciato, ma l’intera impostazione dell’opera. Da ciò l’invito del WWF ai sindaci del mandamento monfalconese, alla massima cautela nei confronti degli “accordi” proposti da Sonego, e il suggerimento di pretendere almeno parità di trattamento rispetto ai colleghi della bassa friulana. |
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