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La Stampa, 31 gennaio 2008 "Calcestruzzi favoriva Cosa Nostra"di MONICA CERAVOLO Arrestato l'ad e tre dirigenti: fondi neri col prodotto di scarsa qualitàPALERMO Nei cantieri della «Calcestruzzi spa» sarebbe stato prodotto calcestruzzo di scarsa qualità che, venduto per buono, consentiva di creare fondi neri per finanziare Cosa nostra. Di questa truffa criminale sarebbe stato a conoscenza l’amministratore delegato della società, Mario Colombini, arrestato ieri mattina insieme con Fausto Volante, direttore di zona per la Sicilia e la Campania, e i due ex dirigenti, Francesco Librizzi e Giuseppe Giovanni Laurino. L’ordine di custodia cautelare è firmato dal gip di Caltanissetta su richiesta del procuratore aggiunto di Caltanissetta, Renato Di Natale, e dal pm della Direzione distrettuale antimafia, Nicolò Marino, che ha coordinato l’inchiesta sull’azienda bergamasca, che fa parte del gruppo Italcementi. Ai quattro indagati sono stati contestati i reati di truffa, inadempimento di contratti di pubbliche forniture e intestazione fittizia di beni, con l’aggravante di avere agevolato la mafia. Il giudice ha pure ordinato il sequestro della Calcestruzzi. L’azienda, presente su tutto il territorio nazionale, ha 10 direzioni di zona, 250 impianti di betonaggio, 23 cave e 21 impianti di selezione di inerti. Beni per un valore di 600 milioni di euro. Nei computer, secondo gli inquirenti, ci sarebbe la prova della truffa, con una doppia tabella. E la scoperta del cemento depotenziato ha fatto aprire un altro, allarmante capitolo: quello delle opere a rischio. Sarà infatti necessario controllare la staticità delle opere realizzate con quel materiale. E’ per questo che, nei mesi scorsi il gip aveva ordinato il sequestro del nuovo palazzo di giustizia di Gela, il Porto Isola-Diga Foranea di Gela, la strada a scorrimento veloce Licata-Torrente Braemi e lo svincolo di Castelbuono-Pollina sul tratto autostradale A20 Palermo-Messina. Ma non basta: i consulenti dei pm esamineranno alcuni tratti della Tav, il nuovo palazzo della Provincia di Milano, il nuovo ponte sul Po di San Rocco al Porto (Lodi) e la chiesa di San Paolo Apostolo a Pescara. Confindustria in una nota fa sapere che segue la vicenda «con piena fiducia nell’operato della magistratura». «Confindustria è certa che l’azienda saprà fornire tutti gli elementi utili a fare chiarezza, anche alla luce del fatto che la stessa società, per evitare rischi di commistioni o pratiche distorsive, ha dato vita nei mesi scorsi a una Commissione di garanzia presieduta dall’ex procuratore Piero Luigi Vigna». Il presidente di Confindustria di Bergamo, Alberto Barcella, sostiene che non vi sono estremi di provvedimenti contro l’azienda perché giudica positivamente le azioni della società. Ivan Lo Bello, il presidente di Confindustria Sicilia, da cui è partita la proposta di mettere alla porta gli imprenditori che si piegano al racket della mafia, invita l’azienda a collaborare. Il gruppo che fa capo alla famiglia Pesenti sottolinea: «Italcementi conferma la propria linea di piena collaborazione con l’autorità giudiziaria ribadendo una linea di rifiuto di qualsivoglia contiguità con fenomeni di criminalità». |
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