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Il Piccolo, 18 dicembre 2007

L'alta velocità Venezia-Trieste parte nel 2010

di Martina Milia

I tempi per la costruzione della linea ad alta velocità-alta capacità in Friuli-Venezia Giulia si accorciano. Il cantiere partirà entro tre anni 

Il ministro dei Trasporti Bianchi fissa i tempi della grande opera. Di Pietro domani nel capoluogo regional
  
PORDENONE I tempi per la costruzione della linea ad alta velocità ? alta capacità in Friuli-Venezia Giulia si accorciano. Il cantiere partirà entro tre anni. Ad annunciarlo il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi: «I lavori per la Tav tra Venezia e Trieste ? ha detto Bianchi a Venezia, a margine di un convegno sul futuro del porto veneto - partiranno entro il 2010. Ho visitato ieri la tratta Milano-Bologna che entrerà in funzione a fine 2008. Entro il 2009 dovrebbe entrare in funzione la Torino-Milano». L?accelerazione sulla costruzione della rete ferroviaria arriva in un momento importante per il Friuli-Venezia Giulia, nella fase in cui la Regione sta cercando a sua volta di concludere la parte di sua competenza. Proprio giovedì l?assessore regionale Lodovico Sonego incontrerà nuovamente gli amministratori comunali della Bassa friulana, l?area in cui esistono ancora incertezze e posizioni diverse sull?opportunità dell?opera oltre che sul tracciato.
In un anno il Friuli-Venezia Giulia ha fatto importanti passi avanti rivoluzionando il primo progetto di Rete ferroviaria italiana attraversa una concertazione serrata. Le amministrazioni stanno continuando a confrontarsi con la Regione che ha ristretto il campo dei lavori a due ipotesi di tracciato. Il calendario degli appuntamenti prevede una riunione giovedì e una il 15 gennaio che potrebbe essere risolutiva.
Ora che però anche il Ministero ha dettato i suoi tempi, il pressing della Regione potrebbe farsi più incalzante. Al momento gli enti locali e le Ferrovie stanno discutendo solamente del tracciato, tutta la progettazione deve essere predisposta e per un?opera come questa non è pensabile che ciò avvenga in pochi mesi. Viste le caratteristiche del territorio la Regione sembra orientata alla costruzione di una linea che abbia caratteristiche soprattutto di alta capacità (con una velocità che non dovrebbe superare i 200 ? 220 chilometri orari).
L?altro confronto aperto è con il Veneto. Dopo aver discusso con i comuni del Friuli-Venezia Giulia, la Regione dovrà trovare un?intesa con i «vicini di casa» perché la linea di cui parla Bianchi parte da Venezia. Le due Regioni hanno visioni diverse sulla funzione della linea ad alta velocità ? alta capacità e la discussione, anche in passato, ha avuto toni accesi. Il Veneto sarebbe orientato a realizzare una linea a ridosso della costa e ha deliberato il non affiancamento della Tav all?autostrada. Una scelta dettata sia dal bisogno di accelerare la costruzione della terza corsia sulla autostrada A 4 sia dal volere mano libera sul tracciato della ferroviaria. Il Friuli-Venezia Giulia, invece, ha optato per un tracciato che mantenga il più possibile l?affiancamento con l?autostrada. La linea ferroviaria è uno dei punti di forza del Corridoio V, l?altro è la rete autostradale. Autovie Venete e Anas hanno da poco firmato la convenzione che di fatto dà il via libera alla costruzione della terza corsia e alla conversione della Villesse Gorizia in autostrada. Queste due opere sono di vitale importanza per la regione che, con la caduta dei confini e la costruzione della rete autostradale del Corridoio V in Slovenia (che dovrebbe essere ultimata a fine 2008) diventerà sempre più un imbuto per il traffico che collega l?Italia all?Europa dell?est. In quest?ottica di futuro ormai alle porte il presidente della Regione, Riccardo Illy, ha chiesto al governo nazionale alcuni interventi urgenti: un commissario per la A 4, l?introduzione di pedaggi differenziati (di notte e di giorno) per i tir e incentivi per favorire l?intermodalità. Domani il Ministro alle Infrastrutture Antonio Di Pietro sarà a Trieste, ospite della Regione, proprio per parlare del futuro del Corridoio V. Alcune risposte ai bisogni del territorio potrebbero arrivare in quella sede. 
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