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Messaggero Veneto, 14 maggio 2007 Tav sulla costa, governo contro Venetodi MICHELE MELONI TESSITORI Il
presidente del Fvg nega litigi con la regione confinante e sollecita
dal viceministro De Piccoli una cabina di regia nazionale
E Illy chiede l'intervento di Di Pietro UDINE. L'allarme suscitato dall'ipotesi che il Veneto corregga il tracciato dell'Alta Velocità fino a lambire il litorale delle spiagge, è rientrato. Il viceministro De Piccoli ha infatti confermato che "il progetto non sta in piedi". Nel suo intervento ha però sollecitato non solo il Veneto, ma anche il Friuli Vg a non litigare più e ha invitato i due governatori ad accelerare la realizzazione della Terza corsia. La replica del presidente Illy non si è fatta attendere: "Col Veneto non c'è alcun litigio - ha detto -. Il Governo provveda a coordinare le regioni su un progetto che è di interesse europeo". Quello del viceministro De Piccoli "mi pare un "armiamoci e partite" - ha precisato Illy commentando l'intervento dell'esponente di Governo dopo che il Veneto aveva prospettato la possibilità di spostare il tracciato della Tav su un percorso che rischiava, seppure solo sulla carta, di impegnare anche il litorale friulano -". E ha ribadito: "È il ministero che deve coordinare. Noi non abbiamo mai litigato con la regione confinante, anche perché non ci permetteremmo mai di dire dove la Tav debba correre in un territorio che non è il nostro. Possiamo tutt'al più interloquire dal punto di vista tecnico, ma sugli altri aspetti la regione Veneto è sovrana". "Poi - sono ancora parole del governatore - siccome quella è opera di interesse europeo, è chiaro che spetta al ministro coordinare i rapporti con le varie regioni per trovare un accordo complessivo". "Noi, comunque - ha tenuto a ribadire il presidente del Fvg -, a collaborare con le regioni consorelle e con il governo centrale siamo sempre disponibili. E questo, ovviamente, a prescindere da chi è alla guida del Paese". Illy ha anzi confermato che è già in agenda per giugno un incontro trilaterale "in cui riproporremo senz'altro la questione delle infrastrutture". Il governatore ha quindi ripercorso i temi del confronto con il Veneto e con il Governo sull'Alta velocità. "Circa la prima tratta, nell'incontro con il ministro Di Pietro avevamo già chiarito che le gare bandite da Autovie Venete potevano proseguire". Il ministro "ha approvato con un suo decreto la nomina delle commissioni di valutazione di gara. Se non erro le commissioni sono tre e Di Pietro le ha già nominate tutte". Quanto alle priorità, il presidente del Fvg ha tenuto a sottolineare che "per la tratta Venezia-Ronchi non c'è una particolare urgenza, perché si calcola che quella linea andrà in saturazione fra dieci anni; quindi, il potenziamento si renderà necessario soltanto allora". C'è, dunque "tempo sufficiente". Ciò che invece è prioritario, secondo Illy, è la tratta San Donà di Piave-Latisana: "È fondamentale impostare fin da subito progettazione e costruzione di ponti e viadotti - ha ribadito -, là dove la ferrovia è staccata dall'autostrada. E questo non perché ci sia una particolare urgenza per la ferrovia. L'urgenza è per la terza corsia, ma sarebbe assurdo farla e poi, tra qualche anno, trovarsi a dover cambiare alcune infrastrutture per far passare anche il tracciato ferroviario". "Ma anche di questo - ha tenuto a evidenziare Illy - con il ministro Di Pietro abbiamo già parlato". Commentando l'intervento del viceministro sul tracciato alternativo in Veneto bocciato dal Governo, Illy ha concluso osservando che "verrebbe da dire che tutto è bene ciò che finisce bene, ma mi pare che la collaborazione con il Veneto ci abbia sempre consentito di superare ogni ostacolo. Ero e resto certo che anche in questa occasione, sulla ferrovia, troveremo, fra regioni e col governo, gli accordi necessari". |
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