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Messaggero Veneto, 9 giugno 2007

Illy: sulla Tav coinvolgeremo i sindaci

(senza firma) 

L'incontro col primo cittadino di Ruda: opera necessaria, ne discuteremo
L'amministrazione  locale: aperti all'innovazione ma servono soluzioni di sviluppo sostenibile
Molinaro (Udc) : Intesa non riesce a governare
RUDA. La Regione Friuli Vg intende «coinvolgere tutti i sindaci interessati» alla realizzazione della Tav (Treno Alta Velocità) «per giungere a una definizione del tracciato che renda minimo l'impatto sul territorio di questa infrastruttura che è un'opera indispensabile». Lo ha detto ieri a Ruda il presidente della giunta regionale, Riccardo Illy. Illy ha parlato della Tav con il sindaco del paese, Palmina Mian, che, in un incontro con l'intera giunta regionale, ha indicato la linea ferroviaria ad alta velocità fra i «problemi e le sfide» del territorio comunale, insieme alla situazione delle strade e della viabilità, al potenziamento del sistema di protezione sociale.
Mina - ha riferito la giunta - ha parlato di Ruda come di un Comune di tremila abitanti, con sette frazioni in un territorio di 18 chilometri quadrati, nel quale la qualità della vita è a un buon livello e dove volontariato, attività delle associazioni ed apporto dell'Ente locale contribuiscono assieme alla crescita della comunità. «Siamo - ha detto Mian - un Comune aperto all'innovazione nell'ambito di uno sviluppo sostenibile; abbiamo una cultura aperta all'Europa e siamo anche patria della musica con cori di valenza nazionale e internazionale». Illy ha evidenziato il buon livello di benessere e di vivacità culturale del territorio, in particolare il valore dei cori che - ha detto - sono "ben conosciuti e apprezzati".
«L'assessore Sonego ha detto che la realizzazione del Corridoio V è un'urgenza nazionale, ma lo stesso giorno su Liberazione, organo ufficiale di Rifondazione Comunista, si legge un titolo entusiasta che dice: "La Tav non si fa, evviva. L'Italia ringrazi la Val di Susa"", ha evidenziato ieri Roberto Molinaro, capogruppo consiliare regionale Udc - Il vero problema sono le contraddizioni all'interno della sinistra, che non consentono un linguaggio univoco su questo delicato e urgente problema. Hanno ragione gli imprenditori - ha proseguito l'esponente centrista -, a temere un isolamento della nostra Regione, già penalizzata da altre carenze come quelle della terza corsia dell'A4 e di questo passo si corre veramente il rischio che l'Europa storni i fondi o faccia altre scelte». «Da troppo tempo - secondo Molinaro -, la maggioranza di centro sinistra, quando viene incalzata dalle opposizioni su questioni controverse come quella della Tav, ricorre allo stratagemma di votare due distinti ordini del giorno, uno della sinistra riformista e l'altro della sinistra alternativa. In questo modo, commenta l'esponente Udc, la giunta Illy non va in minoranza, ma tutti i problemi rimangono irrisolti o, peggio ancora, non si sentono le comunità locali che ormai sono in rivolta contro i ripetuti modi autoritari di imporre dall'alto scelte che necessitano di approfondimento e di condivisione. È giusto quindi ha concluso Molinaro -, che gli elettori sappiano queste vistose contraddizioni che a Trieste come a Roma stanno rendendo ingovernabile la Regione e il Paese, poiché fare una maggioranza variopinta per vincere le elezioni è una cosa, ma governare è un'altra in quanto necessita di programmi condivisi e di una coalizione omogenea per portarli avanti».
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