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7 maggio 2007 IMPREVEDIBILI SVILUPPI CONTRO LO SVILUPPO INSOSTENIBILE
Venerdì 11 maggio, ore 15.00 Aula Magna via Androna Baciocchi Non è più possibile mentire o disconoscere il fatto che a causa di fattori antropici il clima sta cambiando, il suolo si sta impoverendo, gli equilibri idrogeologici si sfasciano e l’estinzione di specie e biodiversità è abnorme. Tuttavia, i governanti "che hanno l’incarico di prendere buone decisioni" spingono inesorabilmente le comunità, le regioni, le nazioni verso l’unica direzione dello crescita che consuma ogni cosa attorno a sè, come un virus, od un tumore. Ribellarsi è giusto quando il treno cieco della governance corre ad alta velocità verso un muro, quando persino l’aria e l’acqua sono minacciate da un’ideologia autoritaria ed arrogante disegnato nelle moderne tavole della legge dei grandi accordi del WTO che vincolano gli stessi governi che li hanno ideati alla commercializzazione selvaggia e violentemente bellica di ogni cosa. Un’ideologia spinta ben oltre il limite estremo del sopportabile. Con una assurda e noncurante incongruenza, mentre organismi del’ONU producono ricerca di alto livello sui cambiamenti climatici e lanciano fondati allarmi, i governi locali (e financo quelli localissimi) e la governance transnazionale continuano a raccontare che lo sviluppo dello sfruttamento è l’unico meritorio e l’unico possibile, rimanendo ad una visione ottocentesca delle megnifiche sorti e progressive. Lo raccontano con i fatti, ad esempio incentivando faraonici piani di viabilità e negando risorse alla ricerca sulle energie veramente rinnovabili; lo raccontano negli incontri pubblici ai quali smpre più spesso non possono sottrarsi, accusando chiunque richiami almeno ad una qualche precauzione di deriva ecologista e deridendone l’essere fuori dal mainstream della modernità. Le conseguenze su grande scala di questa modernità sono il risultato della somma delle declinazioni locali di questa modernità (parafrasando una frase famosa, qualcuno costruisce un cementificio in Friuli e un uragano devasta New Orleans), del modo in cui giorno per giorno, qui ed ora, utilizziamo l’energia e la terra. Noi vogliamo sostenere che la soluzione è quindi sempre qui ed ora e non va delegata a qualche politica globale facilmente aggirabile come il protocollo di Kyoto. Del qui ed ora parleremo nel pomeriggio di Venerdi 11 Maggio (aula magna in via Baciocchi), costruendo un percorso che unisce la realtà della regione FVG (TAV, cementifici, autostrade, elettrodotti, rigassificatori) alle politiche di sviluppo europee, passando dagli scenari socioeconomici regionali e arrivando a discutere modelli diversi di biopolitica e accumulazione e lo stato attuale delle ricerce sui cambiamenti climatici. Programma: - Stranamore, ovvero come imparare ad amare la devastazione e vivere felice Esercizi di democrazia ferita e cittadinanza calpestata: la vita cementificata e lo sviluppo incompatibile - Ground Zero: la politica apocalittica - scaldiamo il golfo e facciamoci una zuppa - ma dove corri con la tav e chi fai felice? Beatrice Bardelli (Comitato contro il rigassificatore) | Rigassificatori ed impatto sul territorio Stefano Raspa (Comitato Unitario Contro Aviano 2000) | Basi militari, impatto sul territorio e politica di guerra permanente - La politica è morta: ma dopo tre giorni risuscita tra i cittadini incazzati - come ci riappropriamo del potere di decidere delle nostre vite Cinzia Bottene (Presidio Permanente No Dal Molin, Vicenza) | Come ti resisto alla guerra permanente - Prendi i soldi e scappa: lo scenario economico regionale delle grandi opere Aldevis Tibaldi (Comitato NoTav Porpetto) - Svilupp(am)iamoci: scenari di biopolitica e paradigmi di accumulazione in Europa Andrea Fumagalli (Prof. Ass. in Economia Politica, Fac. di Economia e Commercio, Pavia) - Glocal: un cretino fa un cementificio in Friuli e un ciclone devasta New Orleans Paolo de Toni | Percorsi verso un’economia del disastro Filippo Giorgi (Head of Weather and Climate Sector, Ictp, Trieste) | Cambiamenti climatici su larga scala e fattori antropogenici
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