![]() |
![]() |
![]() |
||||
| Home > NEWS > Grandi opere, Illy ascolti i cittadini | ||||||
|
Il Messaggero Veneto, 3 maggio 2007 Grandi opere, Illy ascolti i cittadinidi Anna Buttazzoni I comitati del no chiedono più dialogo. «La salute viene prima del lavoro»Cervignano. La contro-manifestazione del popolo dei “no”, al cementificio, alla Tav, al Corridoio 5, alle Casse di espansione sul Tagliamento, all’autostrada Carnia-Cadore. La gente scesa in piazza il Primo maggio non è solo quella che reclama un luogo di lavoro più sicuro, ma soprattutto quella decisa a proseguire la propria battaglia a suon di “no”, disegnati sui cartelli e gridati. Così la manifestazione che dovrebbe smuovere le sensibilità sul tema delle morti bianche, si trasforma nello sfogo del popolo dei contrari giunto in piazza per conquistare spazio e divenuto il centro della manifestazione. A Cervignano nella giornata della festa del lavoro, ci sono comitati in corteo, ma anche singole persone dalla Carnia all’Isontino passando per la Bassa friulana. Impugnati striscioni e megafoni, lanciano slogan contro le opere che proprio non vogliono vedere realizzate fuori la porta di casa. Cementificio. I contrari al nuovo insediamento industriale Grigolin a Torviscosa avevano annunciato la loro presenza e chiesto una forte partecipazione, ottenendola. I cartelli più numerosi sono dunque dipinti per opporsi a questa realizzazione, mentre gli animi e i fischi contro i sindaci di Cervignano Pietro Paviotti e Torviscosa Roberto Duz, si accendono quando dal palco i sindacati danno voce anche a Settimo Mareno, portavoce del comitato contro il cementificio. Che arringa un discorso duro soprattutto all’indirizzo di Duz. «Perché già sfiduciato dai suoi cittadini – dice Mareno –, visto che abbiamo raccolto contro il cementificio 1.300 firme, più dei voti che Duz ottenne quando fu eletto sindaco». E dalla platea il “suo” popolo lo sostiene, brandendo cartelli come “Aria pulita, no al cementificio”, “La Terra dà la vita, il cementificio la toglie”, “Stop ai danni ambientali”. «Non c’è mai stato un confronto con chi non è d’accordo con questa realizzazione – accusa Simonetta Canciani – perché Duz ha paura del confronto e con noi non l’ha mai accettato, nemmeno ora». Oltre a chi aderisce al comitato in piazza ci sono anche singoli cittadini. Come Franco Odilio che, con il figlio Franco Nicola, tiene un mano lo striscione “Meno cemento, più salute” e racconta di essere tra i manifestanti perché vive poco distante dalla Caffaro di Torviscosa. E gli basta. «Non vogliamo che nessuna industria chiuda – dice Odilio –, ma non vogliamo nemmeno veder aperte nuove fabbriche che creino altri danni all’ambiente e ai cittadini». Tav. Molte le bandiere, i cartelloni con scritte e foto, gli striscioni per dire “no” all’alta velocità. E accanto alla classico vessillo bianco con una croce rossa in diagonale disegnata sopra il muso di un treno, spiccano scritte come “Illy e Travanut non vi voteremo perché la Tav non la vogliamo”. Uno dei primi gruppi a sistemarsi in corteo è il coordinamento regionale “No Tav” capeggiato da Gianpaolo Chendi. Che insieme ai colleghi di protesta esibisce un’unica, enorme scritta: “Basta” attorno alla quale sono sistemati il presidente Riccardo Illy dipinto come un collodiano pinocchio e diverse rane con il volto di assessori e consiglieri regionali. «Siamo qui perché ci opponiamo sia alla Tav sia al cementificio – afferma invece Angela Sepulcri del comitato “No Tav” di Bagnaria – anche perché riteniamo che le due cose siano legate. Perché il cementificio realizzato proprio in quella zona servirà per costruire la Tav. Non c’è altra ragione». Corridoio 5. Arrivano soprattutto dall’Isontino e lamentano il mancato coinvolgimento delle comunità locali nelle decisioni che le riguardano. E sfilano con il tradizionale striscione bianco con la scritta rossa “No al Corridoio 5”. «Siamo qui per appoggiare chi non vuole la Tav e il cementificio – dice Giorgina Ortiz del comitato contro il Corridoio 5 –, ma anche perché convinti che la trasparenza sulle opere pubbliche non esiste più. Nei giorni scorsi, a esempio, l’assessore regionale Lodovico Sonego ha convocato alcuni sindaci affinché firmassero l’avvio delle opere per il Coriddoio 5 tra Ronchi e Trieste. I lavori stanno cominciando e nessuno sa nulla», chiosa la Ortiz. Casse di espansione. Scendono in piazza per solidarietà, ma anche per ribadire il “No alle casse di espansione perché inutili e dannose”. «Ci opponiamo a tutti quegli interventi che la Regione vuole creare sul fiume senza il minimo rispetto dell’ambiente e della popolazione – spiega Franca Pradetto presidente del comitato “Assieme per il Tagliamento” – e perché se 20 mila persone si sono già opposte alle casse, la Regione ha il dovere di ascoltarle». Autostrada Carnia-Cadore. Sono forse il gruppo meno nutrito, ma ci sono anche loro. Quelli del comitato “Per altre strade Dolomiti” e che arrivano dalla Carnia per manifestare contro il collegamento tra questa zona e il Cadore. Portano con loro un unico striscione e hanno una triplice richiesta. «Siamo contrari al collegamento tra le autostrade A23 e A27 di 85 chilometri attraverso le nostre valli – afferma Simone Petris –, ma anche alla cava di Raveo e siamo venuti qui per gridarlo. E perché siamo convinti che questi danni ambientali debbano essere stoppati». |
||||||
| Home | Contatti | Progetto | Opinioni | Links | Fonti pagina conforme: XHTML 1.0, CSS – webmaster |
||||||
|
|
||||||