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Corriere della Sera, 23 aprile 2005

Le previsioni

Il deficit 2005 rischia di schizzare al 4 per cento.

di Mario Sensini

ROMA Il governo riparte con un programma nuovo centrato si imprese, famiglie, e Mezzogiorno, ma con un grosso problma in più, quello dei conti pubblici che si aggravano. Il deficit del 2005, che a causa della crescita dell'economia molto più basa del previsto già viaggia verso un tendenziale del 3,2 per cento del prodotto interno lordo, si appesantirà di almeno altri tre decimi di punto. Arrivando intorno al 3,5 per cento, ma con il rischi di andare addirittura oltre, fin verso il 4 per cento.
I tre decimi in più sono pressochè già acquisiti, perchè anche quest'anno come Eurostat aveva imposto retroattivamente per il 2002, il 2003 e il 2004, dovranno essere conteggiati nel bilancio tutti i trasferimenti alle Ferrovie dello Stato, che il governo aveva sempre considerato come partite finanziarie, quindi ininfluenti sulla spesa e deficit.
La richiesta del ministro dell'Economia Domenico Siniscalco di rivedere la decisione avviando la consultazione di un comitato di esperti che assiste Eurostat, il Cmfb, non è stata accolta. A Lussembrugo, quartier generale dell'istituto di statistica europeo al quale la Commissione affida la certificazione dei bilanci pubblici, considerano il caso Fs "chiuso". Laregola è quella e non si cambia, insomma. All'ecofin del 12 aprile scorso Siniscalco non aveva afatto nascosto la la sua "preoccupazione" per l'esitodella partita sulle Fs. Per il governo dunque, è una pessima notizia e non è l'unica. Qeusta volta, infatti, su richiesta dell'Eurostat, si è infatti decisa la consultazione del comitato di esperti su altre due questioni contabili sulle quali il governo si sentiva, invece, più che sicuro del via libera di Bruxelles. Ovver la natura di Infrastrutture Spa, la società che contiene il debito (circa 6 miliardi di euro) della Tav, l'alta velocità ferroviaria, e le cartolarizzazioni imobiliari di Scip 2.
Eurostat contesta la decisione del governo di collocare Infrastrutture (e debito Tav) fuori dal perimetro della pubblica amministrazione, quindi il bilancio dello Stato. E ritiene che il prestito ponte organizzato lo scorso anno per favorire il rimborso delle obbligazioni Scip 2 abbia stravolto la natura dell'operaizone, che ha portato in cassa oltre 5 miliardi. Ben che vada, secondo i tecnici, tra Ispa e Scip, è a rischio un altro mezzo punto di deficit. Che potrebbe arrivare ad un tendenziale del 4 per cento. Sempre che tutte le altre questioni sollevate da Eurostat (dall'anticipo ottenuto dai concessionari della riscossione che vale 0,2 punti Pil sul 2003 e 0,1 nel 2004, al rapporto incongruente tra il fabbisogno e l'indebitamento, e tra il deficit e il debito) si risolvano positivamente. E' vero che si parla di deficit tendenziale e che questo può essere corretto, ma le decisioni di Eurostat avranno impatto anche sui bilanci degli anni passati, che ancora non sono stati certificati. Per il 2003 il deficit è provvisoriamente al 2,9 per cento, nel 2004 al 3 per cento. Anche col nuovo patto di stabilità europeo, che consente sfioramenti solo marginali e limitati nel tempo, sarebbero dolori.

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